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TELEMACO: COMINCIARE DALLA FINE

Perché la ‘Telemachia’?

Come mai il poema si apre con quattro canti dedicati a Telemaco, in cui Odisseo non compare mai, in cui è solo nominato?

L’etimologia del nome Telemaco , ‘colui che combatte da lontano’, sembra un controsenso: lui è lì che aspetta; sono vent’anni, la sua età, che non vede il padre.

Non pensiamo che il proporlo protagonista nella fase iniziale della storia sia solo un espediente artistico, per rendere più interessante il racconto; partire dalla fine dei dieci anni di peregrinazioni  è un po’ come voler porre l’accento sull’unità del ‘percorso iniziatico’ dell’eroe: un percorso scandito da tappe, e non tappe qualsiasi, ma necessarie, concatenate tra loro,previste dagli dei, come non casuali sono le loro ostilità e i loro aiuti nei confronti di Odisseo.

Ad ogni azione dell’uomo sulla Terra corrisponde una reazione del Cielo.
I Celesti della mitologia greca solo apparentemente sono pieni di difetti, così ‘umani’, talvolta simpatici, o odiosi, come fossero persone comuni… Ad una prima lettura possono sembrare tali; nascondono invece, nelle loro azioni, a volte raccontate in maniera favolistica, un simbolismo profondo.

a L'uomo dai mille patimenti
a Telemaco
a Seguire la traccia di sé
a Struggersi di nostalgia
a La tela, parabola della vita
a L'ultima purificazione
a Lo scrigno di Arete
a Superare Polifemo
a Eolo: l'otre dei venti
a Kirkos, la spirale del falco
a La discesa agli Inferi
a L'albero e la porta
* Legato all'albero della nave
* Scilla e Cariddi
a La grotta della Naiadi
a La casa e il servo fedele
a Riunificazione
* I doni della coppia regale
* Padre e figlio
a Saldo come una roccia
a Il risveglio di Penelope
a Vedere davvero
a Riconoscersi
a Mirare al centro
a Le dodici porte
a Fermare il tempo
a La nuova Terra