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Biancaneve e i sette nani
…la nostra avventura nella dimensione spazio-temporale…



La fiaba di Biancaneve cela simboli e indicazioni riguardo ai significati più profondi della vita. Il tema centrale gira proprio intorno ai tre colori che caratterizzano la bambina : bianca come la neve, rossa come il sangue, nera come l’ebano; sono i colori classici della ‘Grande opera’ in alchimia.

Sono anche i colori che potremmo attribuire ai tre personaggi fondamentali della fiaba: il BIANCO (immagine animica dello spirito) è lei, la fanciulla bellissima, rappresentazione dell’anima nel suo percorso di elevazione, troppo bella per non attirare l’invidia delle forze oscure.

Il NERO, rappresentato dalla matrigna, cerca di avere il predominio sulla luce. L’oscurità cerca di mettere a dormire per sempre la coscienza usando l’inganno e il travestimento. La matrigna cambia il suo aspetto e offre oggetti materiali che stimolino desiderio nella bella bambina, che cede.

Il mondo dell’apparenza  si posa sui sensi e li intorpidisce, solo la presa di consapevolezza potrà destarli ma tarda ad arrivare: prima vanno sperimentati tutti i tipi di morte. Le prime due volte la strega agisce sul mentale (il pettine tra i capelli) e sul vitale (la cintura che blocca il respiro); l’ultimo tentativo va diretto al corpo fisico: il boccone rosso avvelenato della mela è penetrato nel corpo di Biancaneve…i nani non hanno potere su questo addormentamento, che pare definitivo.

Il ROSSO (definito in antroposofia ‘splendore del vivente’) è però destinato alla RESURREZIONE. La nostra CONSAPEVOLEZZA può svegliarsi. Vediamo come:
L’io cosciente del principe riconosce nella bella nella bara la preziosità della propria anima. Non vuole perderla di vista neanche un momento. La porta con sé, anche se apparentemente inanimata non la lascia ferma, la fa muovere! Vuole ‘vederla’ continuamente.

Non sarà il bacio a svegliare la principessa, ma un concorso di forze che nell’essere umano hanno questo nome: ATTENZIONE.

Naturalmente va anche riconosciuto l’intervento dei nani in questa operazione: la bara di cristallo è opera loro. Le forze astrali dei sette pianeti dell’astrologia classica, i sette colori dell’iride, i sette chakras che fanno splendere la nostra Kundalini, tutto questo sono i nani. Hanno offerto una dimora  alla bimba in evoluzione, hanno poi creato un involucro per lei perché restasse presente e visibile, consapevoli che ciò che è della luce deve stare alla luce (‘non si mette una lampada sotto al moggio’).

I sette hanno lavorato nelle miniere, nell’oscurità della terra per portare alla luce i metalli preziosi, i materiali con cui può essere forgiato un CORPO NUOVO. Il corpo di resurrezione di Biancaneve si mostra con la fuoriuscita del pezzetto di mela dalla sua bocca. E’ pronta per il matrimonio mistico. L’opera al ROSSO è completata.

Il MOVIMENTO, l’andare, il perseguire la propria strada cercando il bene, ha vinto sul male. E il male deve smettere di operare: scarpe infuocate bruciano piedi, movimento, azioni e vita della  forza oscura della matrigna.

Un approfondimento lo meritano anche altri due elementi essenziali della fiaba: la cornice di ebano della finestra alla quale è affacciata la madre quando tre gocce di sangue cadono sul bianco della neve e lo specchio magico, anch’esso facilmente immaginabile circondato da una cornice.

Nella prima MEDITAZIONE CON I COLORI cerchiamo di entrare in questi elementi misteriosi:
Con un colore nero, o comunque scuro, bruno, creo una cornice in cui contemplo il candore argenteo della neve. Sento la forma quadrangolare della cornice (e del foglio) come un qualcosa che limita lo spazio di osservazione ma nello stesso tempo potenzia l’emozione che vivo nell’attimo dell’avvenimento che guardo. Le forme quadrate sono simbolo della materia, la cornice è la mia situazione di essere incarnato; la neve è la mia anima, che è scesa giù dal cielo, lieve, leggera come piume ma ora fredda, addormentata…il sangue rosso è la mia consapevolezza che sveglia la vita.

Nella seconda MEDITAZIONE CON I COLORI rendiamo omaggio al sacro numero 7:
7 le montagne che la bambina deve attraversare, 7 i nani, forze buone della natura che la ‘formano’ perché possa difendersi dall’altra natura, quella matrigna. 7 i colori dell’arcobaleno che vivono in noi, oscurati dall’opacità dei nostri corpi non ancora luminosi. Rendiamoci capaci di vederli, guardando la loro bellezza attraverso la trasparenza del cristallo per poterli trasportare col pennello sul nostro foglio.
Aggiungiamo infine simbolicamente la sostanza dei 7 pianeti del settenario classico con i loro metalli (usiamo gli acrilici: oro, argento, mercurio, rame, ferro, stagno, piombo) per decretare la possibilità che abbiamo di spiritualizzare la materia preparando in noi un supporto nobile in cui lo spirito possa esprimersi. P.F.