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L'Idra di Lerna
...guardiana della soglia...


La seconda fatica, sconfiggere un mostro con molte teste. Teste che si riproducono raddoppiandosi una tolta tagliate...forse l'errore è proprio tagliare e basta! Il fluido della bestia è talmente venefico che non può essere lasciato libero nel suo elemento (acqua = emotività, sentimenti) ma va cauterizzato con il fuoco, simbolo della forza spirituale.

Figlia di Tifone ed Echidna, e pertanto sorella di Cerbero, l'Idra di Lerna era una creatura serpentina dotata di sette (o nove secondo alcuni) teste, una sola delle quali era immortale. (Viene da pensare ai 7 vizi capitali della tradizione cristiana o alla triplice origine dei mali rappresentati dalle tre figlie di Mara nella tradizione buddista)). Il suo alito velenoso era talmente potente da uccidere perfino chi si trovasse a passare nelle sue vicinanze mentre lei dormiva. Essa viveva nel paludoso lago di Lerna, formato dalla difficoltà di un fiume di sfociare, guardiana quindi del passaggio per arrivare al mare ma anche fungendo da guardiana a un passaggio verso l'aldilà che si trovava al di sotto delle sue acque.
Guardiana di una duplice soglia.

Interessante notare che l'ambientazione di questo episodio è vicino alla foce di un grande fiume, nato dalla confluenza di sette sorgenti: sette come le teste dell'idra, simbolo di come i doni che la vita ci offre possano, se stagnanti, tramutarsi in elementi pericolosi, apparentemente dotati di vita propria, obbedienti non alla nostra volontà ma ad una forza 'ladra', non controllata dalla presenza mentale...
si narra che l'idra fosse stata allevata da Era. Dopo essersi coperto il volto con un panno per proteggersi dal veleno e aver costretto la creatura ad uscire dalla grotta che usava come tana lanciando delle frecce infuocate, Eracle affrontò l'idra armato, secondo le versioni, con una falce, una spada o la sua ben nota clava. Purtroppo per lui scoprì ben presto che ogni volta che una testa dell'idra veniva tagliata altre due crescevano a prenderne il posto, rendendo il mostro ancora più pericoloso. Quando l'idra lo agguantò, stringendogli le gambe, cercando di trascinarlo in basso, nel putridume, trovatosi di fronte a un problema apparentemente irrisolvibile, Eracle decise di chiamare in suo aiuto il nipote Iolao, figlio di Ificle, il suo gemello (la doppia essenza divina/mortale ha, in questo caso, bisogno di un aiuto umano). Questi, forse ispirato da Atena, escogitò un sistema per sconfiggere l'idra, cauterizzando con il fuoco le ferite inflitte dall'eroe e impedendo così alle teste di ricrescere (usò cioè l'intelligenza, il fuoco della mente messa al servizio della consapevolezza) . Accortasi che l'idra stava per essere sconfitta, Era inviò ad aiutarla Carcino, un gigantesco granchio che tentò, senza successo, di trattenere Eracle pungendolo al tallone (secondo tentativo da parte delle potenze ostacolatrici di impedirgli il cammino) ottenendo però solo di venirne schiacciato.Dopo che al mostro non fu rimasta che la testa immortale, Ercole la tagliò usando una spada ( una falce d'oro, secondo alcune fonti) donatagli da Atena e la seppellì, viva poichè immortale, sotto un’enorme roccia.  Quindi bagnò nel sangue velenoso della creatura le proprie frecce. Alla sua morte, l'idra venne tramutata da Era nell'omonima costellazione. Simile sorte toccò a Carcino, che divenne la costellazione del Cancro.
Interessante il fatto che la testa principale del mostro sia immortale, monito per chi dovesse credere che si possa eliminare il male: in quanto polarità del bene continuerà ad esistere, ma tenuto sotto controllo dalla presenza, dalla possente forza dell'attenzione e della volontà.


MEDITAZIONE CON I COLORI:
Usiamo dapprima TURCHESE e VERDE SMERALDO, colori 'minerali', che ben simbolizzano l'elemento acqua. Lasciamo scorrere il pennello come fosse il fiume della nostra vita. Dov'è la sorgente? Dove il mare immenso che vorrei raggiungere? Aggiungo gocce di ROSSO: apparirà puro dove il mio io è illuminato dalla consapevolezza, diverrà scuro, marrone quando indugerà, impaludandosi, sui colori precedentemente stesi.

Patrizia Favorini

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