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ARGO, LA SPLENDENTE

...quella potente nave siamo noi?...

Iniziamo a confrontarci con un altro importante, eroico, pericoloso, labirintico viaggio: quello di GIASONE E DEGLI ARGONAUTI.

Gli antefatti di questo itinerario verso lo sconosciuto e misterioso oriente vanno ricercati nel mito del Vello d'Oro (vedi 'Equinozio di primavera', nella sezione Zodiaco).

Abbiamo visto come Eracle, nelle ultime fatiche, abbia superato i confini del 'non plus ultra', aprendosi un varco attraverso le rocce di Gibilterra, visitando l' 'isola rossa' dove tramonta il sole, varcando perfino i confini della morte: quella simbolica del sole che si immerge nel buio e quella iniziatica della visita all'oltretomba.

Giasone invece va verso est, là dove il sole sorge, dove il giorno ha inizio. La sua nave, con i preziosi 50 rematori deve andare a scoprire il mistero del...principio!

Possiamo immaginare l'EST come il passato, il dovuto tributo al mistero delle nostre origini; l'OVEST lrappresenta invece l'oltre non solo spaziale, ma anche temporale.

Le grandi domande esistenziali sono ben illustrate, anche se in modo simbolico e criptico, dai due itinerari: IL VIAGGIO DI GIASONE E' LA RISCOPERTA DEL 'DA DOVE VENIAMO', QUELLO DI ERACLE DEL 'DOVE ANDIAMO'.

E' interessante notare come Eracle stesso faccia parte della spedizione degli Argonauti, ma si fermi molto prima dell'arrivo in Colchide; e non solo, non partecipi alle attività corali dei 50, mantenendo una sua individualità (non accetta di essere a capo della spedizione, non scende dalla nave mentre gli altri si dedicano ai piaceri di Afrodite con le donne di Lemno).

Eracle ha un altro modo di approcciarsi al 'trasumanar': la sua via evolutiva segue un altro percorso: trovare la forza in sè, svegliare quell'IO SUPERIORE che ogni umano è chiamato a manifestare. Non a caso interromperà la sua partecipazione al viaggio proprio nel momento in cui (fortemente simbolico!) si romperà il suo remo e perderà l' amico Ila, sedotto dalle ninfe, ingoiato dalle acque del lago (lavorare sulla 'perdita' è un passo importante per conoscersi ed evolvere9.

Il viaggio di Argo è 'corale', quello di Eracle è invece un percorso individuale o, più precisamente, di 'individuazione'*.

Quel viaggio non è suo, lui va ad ovest, verso il futuro; Giasone va ad est, alla riscoperta delle origini: sta per rivivere in maniera drammatica turbamenti, rabbie, insidie, malvagità, misteri della divisione dei sessi, poteri occulti non controllati dalla ragione, vendette...

Sarà un viaggio di esplorazione verso quell'umanità bambina, un po' animale che siamo stati e che, purtroppo, spesso continuiamo ad essere. Proveremo, attraverso le avventure di Giasone, a riconoscere queste parti di noi non ancora trasformate.

Ecco il racconto mitologico:

Passarono gli anni. A Iolco ora regnava l'ambizioso Pelia, che con la violenza aveva usurpato il trono al fratello Esone e cacciato in terre straniere il piccolo Giasone, legittimo erede del regno.Ma Giasone, affidato dalla madre al centauro Chirone, crebbe buono e forte. Per ben venti anni il sapiente maestro gli insegnò l'arte militare, il rispetto degli dei, la giustizia, la medicina... A vent'anni Giasone era preparato al compito cui era stato destinato: riscattare il trono usurpato al padre. Partì per Iolco. Durante il viaggio, nell'attraversare il guado di un fiume, soccorse un'anziana donna in difficoltà (una dea sotto false sembianze: Era secondo alcuni, Atena per altri), portandola in braccio verso la sponda dove era diretta. Si era tolto i sandali, ma uno gli era sfuggito dalle mani ed era stato trascinato via dalla corrente.Arrivò perciò alla città dove regnava lo zio, calzato di un solo sandalo. Qui Pelia, ormai vecchio, regnava tranquillo, ma non aveva dimenticato che gli era stato predetto di temere l'uomo con un solo calzare. Fu così che sussultò quando seppe dell'arrivo di uno straniero, con il piede sinistro privo di calzatura. Pelia fu preso da inquietudine ; fece condurre il giovane al suo palazzo per chiedergli chi fosse e cosa l'avesse spinto fino a Iolco. Il giovane disse che non era uno straniero ma suo nipote, Giasone, tornato per riprendere il posto che gli spettava. Pelia allora inventò una storia: un fantasma portava incubi a tutti gli abitanti della città e avrebbe continuato a farlo se non fosse stato riportato a Iolco il vello d'oro dell'ariete . Il vello era lontano, in Colchide, oltre il mare, verso oriente. Nessuno si era mai portato in quei luoghi sconosciuti. Giasone fece costruire una nave, robusta, per superare ogni tempesta, e snella, per correre veloce sulle onde. La chiamò Argo dal nome del costruttore.

Insieme a Giasone s'imbarcarono i più famosi eroi richiamati da un bando che il giovane aveva fatto diffondere in tutta la Grecia. C'erano Castore e Polluce, figli di Zeus, Orfeo, il divino cantore, Ercole, il più famoso degli eroi greci, Atalanta, Ippomene, Peleo padre di Achille, Creonte padre di Odisseo, i più potenti re della Grecia e il medico Esculapio. Furono chiamati Argonauti dal nome della nave. Erano cinquanta.

I rematori: 50, il meglio dell'umanità dell'epoca. Giasone e 49 tra eroi, cantori, indovini, figli di qualche dio...

La nave era enorme ma il simbolo che rappresenta assume proporzioni cosmiche: è il nostro essere, in viaggio per autoconoscersi e per riconquistare l' ORO che ci appartiene.

Pallade Atena ha inserito sulla prua un frammento del legno magico del bosco sacro di Dodona; la nave è parlante e intuitiva, profetica. La dea della saggezza è lì con i rematori e li guida, proteggendoli da mali eccessivi, non dalle prove, sempre necessarie per trionfare.

Argo, che vuol dire 'slendente, luccicante, veloce' è pronta a salpare.

MEDITAZIONE CON I COLORI

Sette chakra, sette corpi: così insegnano le tradizioni iniziatiche sia orientali che occidentali. Utilizzo i sette colori dell'iride per rappresentare la mia nave, cioè l'insieme dei miei corpi, quello denso e quelli via via più sottili, cioè il patrimonio che ho ricevuto in dotazione per vivere questa mia incarnazione. Attraverso con la mia Argo un vasto mare turchese, il più minerale degli azzurri, simbolo della materia che sono venuto ad esplorare.

Patrizia Favorini

Argo la splendente Argo la splendente Argo la splendente
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Argo la splendente Argo la splendente Argo la splendente
  Argo la splendente